Associazione Friûl Bike - La pulizia della mountain bike
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La pulizia della mountain bike PDF Stampa E-mail
mercoledì 28 marzo 2007

Per qualcuno di noi la domenica in cui c’è una gara di MTB diventa un costellarsi di piccoli rituali che coinvolgono varie sfere della nostra quotidianità tipo l’alimentazione, l’abbigliamento (avrò freddo o avrò caldo?), a volte addirittura si comincia a stare attenti al sabato pomeriggio (sconsigliatissimo accompagnare la moglie a fare shopping per non affaticare le gambe). Poi c’è la gara e a seguire la pasta, le premiazioni e piano piano, chi prima e chi dopo, il rientro a casa. Ma a questo punto abbiamo finito? E la mia MTB? La sbatto in garage fino alla prossima uscita? Non credo che per tutti sia così.

C’è chi in effetti non la degna più di uno sguardo fino alla domenica successiva, c’è chi invece se ne prende subito cura pulendola e riportandola allo splendore. Parecchi di noi ritengono sufficiente il lavaggio effettuato subito dopo la gara, ma in effetti se vogliamo ottenere sempre il massimo della risposta dal nostro mezzo, anche in considerazione dei migliaia di €uro che abbiamo sganciato, ci sono dei piccoli accorgimenti che sono quasi obbligatori. Ma andiamo per ordine evidenziando gli aspetti fondamentali delle cose da fare e da non fare assolutamente per creare un decalogo che dovrebbe essere sufficiente per avere la coscienza pulita nei confronti del nostro “amore”………. sto parlando della MTB, che avevate capito? La moglie, i figli o la suocera? Noooooo…… La prima operazione è l’eliminazione di eventuale fango accumulato sulla bici. Mai lasciare seccare il fango perché sarebbe molto più difficile da rimuovere con possibile danno sia alle parti meccaniche e sia sulle parti verniciate. L’uso delle famose idropulitrici non è completamente sconsigliato, ma di sicuro deve essere controllato. Innanzitutto mai usare acqua calda ma sempre acqua fredda.


Mai esagerare con i detergenti!

L’acqua calda creerebbe sicuramente problemi soprattutto sulle parti in gomma e plastica. L’attenzione maggiore all’uso di un’idropulitrice è da porre alla violenza del getto d’acqua. Bisogna mantenere una distanza sufficiente dalla bici per evitare l’infiltrazione nelle parti della trasmissione e dei cavi, attenzione soprattutto al movimento centrale, alla serie sterzo e all’escursione delle forcelle. Il consiglio è comunque di usare un tubo di gomma con getto normale e aiutare con le mani nella parti ove è possibile. Non indirizzare il getto d’acqua perpendicolarmente, ma cercare di usarlo tangenzialmente per aiutare la fuoriuscita dello sporco anche per evitare schizzi d’acqua che ci regalerebbero una doccia non programmata. Aiutarsi (senza causare danni) con cacciaviti o attrezzi simili per pulire pedali e pulegge del cambio. Posizionando il cacciavite a testa piatta parallelamente e fianco alla puleggia si può ruotare indietro la pedivella eliminando in questo modo detriti o fango giacenti. Non ci sono particolari controindicazioni per i freni a disco nel senso che anche se bagnate le pastiglie dopo poche frenate sarebbero nuovamente asciutte e perfettamente funzionanti. Un suggerimento è quello di dare un colpo di lavaggio anche sotto alle scarpe.
A questo punto abbiamo sommariamente pulito il nostro mezzo. Se andassimo a controllare accuratamente scopriremmo molte parti ancora sporche che hanno bisogno di un ulteriore trattamento. Gli attrezzi necessari per l’operazione successiva sono: un paio di pennelli (uno grande e uno piccolo), una spazzola di media misura con setole morbide, uno spazzolino da denti, un secchio contenente acqua e sapone, sgrassante ed eventualmente un panno sottile ed una spugnetta chiaramente non abrasiva. Andremo ad intervenire con l’aiuto del pennello a pulire quelle parti dove l’acqua non è arrivata. Useremo lo spazzolino da denti per la pulizia delle pulegge del cambio, un pennello per pulire i pignoni posizionandosi dall’alto e girando la pedivella indietro. In questo caso è d’obbligo l’uso dello sgrassante che ci sarà utile a sciogliere i residui di grasso e sporco che nel tempo si sono solidificati sulle corone. In merito alla pulizia delle pulegge sarebbe bene anche, ma solo periodicamente, smontarle (attenzione alla molla di richiamo del cambio), lavarne e lubrificarne i cuscinetti per garantire alla pedalata maggiore scorrevolezza. A questo punto eliminati completamente gli ultimi residui di fango ci siamo già rotti le scatole e vorremmo piantarla lì………. In effetti però la pulizia è solo superflua. L’intervento di acqua e sapone ci permetterà di completare il lavoro eliminando anche quello sporco che a prima vista e con bici ancora bagnata non si vedrebbe, ma una volta asciutta salterebbe subito alla vista sotto forma di ombre, aloni e opacità. Per portarla ad essere lucente e splendida, quasi a dire come nuova, dobbiamo obbligatoriamente intervenire con i nostri pennelli andando nei punti più nascosti ad usare il pennello più piccolo. Nella pulizia non ci dimentichiamo di prestare cura alle corone ed alla loro parte interna (verso il pedale sinistro) che spesso vengono dimenticate. Un risciacquo finale completerà il capitolo lavaggio.
Con l’aiuto di un panno e con un getto di aria compressa andremo adesso ad effettuare l’operazione di asciugatura. In condizioni climatiche di freddo è sicuramente importante arrivare dappertutto per evitare in seguito spiacevoli scoperte di accenni di formazione anche se parziale di ruggine. In estate potrebbe bastare un’esposizione al sole per l’evaporazione totale. Estate o inverno è fondamentale asciugare completamente la catena, per cui con l’aiuto dell’aria andremo a soffiare in corrispondenza di ogni maglia ed ogni rullo per eliminare qualsiasi traccia di umidità. Un’ ultima soffiata in corrispondenza del cambio e del deragliatore (attenzione sempre alla distanza ed all’intensità del getto d’aria). Il concetto base da applicare per l’asciugatura è di non lasciare la bici bagnata e chiuderla in ambienti umidi tipo il garage, alla lunga sicuramente darebbe luogo alla formazione di ossidi.


Un buon set di spazzole è quello che ci vuole

Non resta che la lubrificazione per riportare la nostra MTB alla massima efficienza, pronta per la prossima uscita. Il consiglio è dotarsi in un mano della classica bomboletta spray e nell’altra di un panno asciutto e pulito o del classico scottex. Mentre andremo a spruzzare nei punti della trasmissione e vicino alle guarnizioni con l’altra mano puliremo immediatamente le gocce di lubrificante superfluo. Ricordiamoci che la misura giusta di lubrificante è importante perché nel caso di eccessivo olio si provocherebbe immediatamente l’accumulo di sporcizie soprattutto sulla catenza. Come per l’asciugatura bisogna avere cura di lubrificare ogni maglia ed ogni rullo della catena evitando gocciolamenti inutili. Interessiamo con lo spray anche il cambio, il deragliatore, le pulegge e i pedali nella parte interna delle molle anche per evitare rumori e scricchioli sgraditi durante la pedalata. Per chi possiede i freni a disco è importantissimo tenersi distanti con l’olio dalle pastiglie dei freni, sarebbe gravissimo e irreversibile per la frenata. Infine, una spruzzata ridotta sull’escursione delle forcelle e sul perno della leva dei freni ci porterebbe ad una conclusione perfetta del nostro lavoro.

 

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